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Creatività, impegno, costanza, passione, ricerca del nuovo, lentezza, esercizio, cura dei dettagli, sono tutte qualità che definiscono e significano positivamente sia l’universo della danza sia l’universo pedagogico, in quanto punti essenziali e significanti della moderna scienza dell’educazione (Genovesi, 2013).
La danza diviene quindi un ottimo strumento educativo che il Pedagogista può utilizzare come terapia, mantenendo allo stesso tempo la propria dimensione di disciplina sportiva e artistica che la caratterizza.

Ma cos’è la Danza Terapia?

La Danza Movimento Terapia (o Danza Terapia) fa parte del grande gruppo delle arti terapie, ovvero tutte quelle metodologie che utilizzano l’arte come mezzo terapeutico. Dall’applicazione come metodologia psico-pedaogica della danza nei contesti clinici e successivamente educativi, nasce la Danza Terapia (dalgreco θεραπεία (therapeia): prendersi cura) , una metodologia in cui la danza e il movimento, sono considerati rivelatori di stati d’animo emotivi interiori che grazie all’intervento di un Pedagogista o di un Educatore, successivamente possono emergere e si può avviare un percorso riabilitativo per superare e risolvere costruttivamente tali stati d’animo legati spesso a problematiche di tipo fisico o psichico o comportamentale nel soggetto. (Alder, 1997)

imagesLa danza, dunque, in tale contesto “non è un’arte applicata, bensì deve essere intesa con un significato più ampio che coniuga il movimento, l’energia cinetica del corpo, con il vissuto emotivo della persona al di là dell’adeguamento a determinati canoni estetici. Attraverso il corpo, il paziente lascia emergere quel mondo interiore che solitamente è muto o, almeno, viene fuori con estrema difficoltà attraverso le parole.” (Alder, 1997)

Inoltre, grazie anche agli studi di C.Gustav Jung, sin dall’inizio del secolo scorso si era intuito il grande potenziale insito nel movimento quale chiave d’accesso e di espressione agli stati emotivi interiori. Da qui, numerosi psicologi e pedagogisti si interessarono al tema, come C. Garulfi e B.Adorisio che, nella prefazione del libro Danzaterapia affermano: “La danza e, più in generale, il movimento del corpo, può essere una delle possibili forme per effettuare l’immaginazione attiva (…). Jung ebbe esperienza diretta di persone che danzavano le loro immagini inconsce. Egli vide nel movimento uno dei modi che permettono di rendere evidente l’inesprimibile che è in noi” (Chodorow, 2012).
Se si considera la danza quindi nella sua accezione di strumento educativo, può divenire uno strumento molto valido per il Pedagogista al fine di intervenire in diversi ambiti e con diverse utenze:
a) come strumento educativo per i bambini, per quanto riguarda problematiche come l’iperattività o, semplicemente la timidezza e problemi di autostima,
b) come strumento di integrazione e rafforzamento del gruppo ad esempio nelle scuole, o nei centri di recupero per tossico-dipendenti, etc.,
c) come strumento di integrazione per persone con disabilità sia psichica che fisica,
d) come strumento educativo e terapeutico nelle case di riposo e nelle case famiglia, al fine di incrementare la stima di sé e di aumentare l’intelligenza emotiva (Alder,1997).

balletboyz_thetalent_in_mesmerics_by_christopher_wheeldon_photo_by_elliott_franks._linbury_studio_theatre_16.9.14.jpgLa Danza Terapia, infatti “sviluppa la creatività, l’intelligenza e l’acquisizione della coscienza del proprio corpo; facilita il riconoscimento e l’accettazione dei limiti imposti nelle differenti circostanze e abitua il gruppo di piccoli danzatori al rispetto delle gerarchie e degli accordi presi non verbalmente tra individuo e individuo e tra individuo e genitore. La danza creativa nei bambini incrementa inoltre la capacità di percezione, favorisce l’allineamento della colonna vertebrale, ripristina e consolida l’assetto di una buona postura del corpo e rende i muscoli più tonici. (…) Incrementa inoltre la velocità di reazione del corpo, migliora l’equilibrio e la coordinazione psicomotoria. Stimola l’intuito attraverso l’arricchimento sensoriale e consente l’apertura di nuove vie di risoluzione creativa di problemi (problem solving), rendendo la mente lucida e predisposta al buon umore e all’entusiasmo”(Gracìa, 2013).

Essendo la danza come terapia una metodologia educativa che coniuga mente e corpo in una “danza” alla ricerca di un equilibrio continuo, il corpo viene sollecitato attraverso il movimento a captare e a riprodurre forme ritmiche, gesti, movimenti coordinati che ristabiliscono benessere ed equilibrio nell’organismo: si può dire quindi che la Danza Terapia coniughi lo sviluppo motorio con quello espressivo-relazionale.

Il Pedagogista che sceglie di mettere in pratica la metodologia educativa della Danza Terapia interviene quindi sia sulla sfera emotiva che sulla sfera cognitiva del soggetto. La risorsa utilizzata dal Pedagogista, è appunto il movimento: Il terapeuta, è un mediatore che “educa” (dove educare sta per e-ducere, ovvero portar fuori) e, nella metodologia educativa della Danza Terapia, è un “portar fuori dal buio” verso una maggiore consapevolezza, del proprio movimento e quindi dei propri stati emotivi interiori.

Oltre al movimento, la DanzaTerapia si basa sul processo di creatività: la possibilità di utilizzare in modo educativo il processo creativo per un utente con problemi legati alla sfera fisica o psicologica o per un anziano con problemi di stima di sé e relazionali, significa dare loro l’opportunità di recuperare la creatività del quotidiano: la capacità di generare cose nuove, l’abilità di porre domande che riguardano l’essere umano, la capacità di costruirsi una vita spinta dal proprio mondo interiore, cercando di comunicare e di manifestare chiaramente la propria personalità (Gracìà, 2013).
Inoltre, dai disturbi d’ansia alle malattie psicosomatiche, dai disturbi del comportamento alimentare alle tossicodipendenze, l’interesse scientifico negli ultimi anni sulla metodologia educativa della danza terapia come prevenzione delle problematiche sociali sopra elencate, è cresciuto considerevolmente, come dimostra la ricerca di A. Duberg (2012) in un Ospedale Universitario di Örebro, in Svezia. La ricerca ha coinvolto un campione di 112 ragazze di età compresa fra i 13 e i 19 anni con disturbi psicosomatici legati all’ansia: le studentesse sono state quindi divise in due gruppi: il primo (gruppo sperimentale) ha seguito lezioni di danza due volte a settimana per otto mesi, mentre il secondo (gruppo di controllo) ha mantenuto lo stesso stile di vita. La ricerca ha dimostrato che le ragazze che seguivano il corso di Danza Terapia, al termine del periodo di studio, il 91% di loro aveva acquisito maggiore sicurezza, autostima e positività rispetto alle ragazze del gruppo di controllo.

danza-e-saluteSi può affermare quindi che la danza, nella metodologia educativa della danza terapia è vista come uno strumento di relazione e comunicazione sia col nostro sé interiore, sia con le altre persone che compongono il nostro cerchio di relazioni: la comunicazione attiva che grazie al movimento mettiamo in atto con chi ci sta intorno è un valido strumento educativo per migliorare le nostre competenze emotive e la qualità delle stesse relazioni interpersonali, attraverso un linguaggio simbolico (e quindi accessibile a tutti indipendentemente dalle problematiche specifiche di ciascuno) che mira ad un senso di appartenenza e allo stesso tempo, mira alla costruzione della propria identità personale in un’ottica di co-costruzione continua (Gramigna, 2015).
Poiché, se l’educazione coincide con la vita stessa, si può intendere l’educazione come una lunga danza, che tutti noi dovremo poter sperimentare al meglio.

Ylenia Parma

Bibliografia
Alder J., “Il copro cosciente” (1997) Astrolabio
Chodorow J., “Danzaterapia” (2012) Red Edizioni
Garcìa M. E., “Movimento creativo e danza” (2013) Gremese Editore
Gramigna, A. “la relazione formativa nell’alterità” (2005) Anicia, Roma
Jung C. G., “ L’uomo e i suoi simboli” (1983) Mondadori, Milano

 

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