15300510_10211503983743650_876448867_nL’Educazione razionale-emotiva: che cos’è e perché può aiutarci ad educare bambini felici?

Il rapporto tra la dimensione emotiva dell’uomo e la dimensione cognitiva è stato studiato sistematicamente dagli psicologi e dai pedagogisti sempre con più interesse negli ultimi anni.
In particolare, si è assistito ad un interesse sempre maggiore riguardo alla dimensione emotivo-affettiva nell’infanzia: alla luce delle recenti ricerche nel campo della psicologia dello sviluppo, si è potuto constatare che il bambino, come l’adulto, assume un ruolo attivo nella costruzione della propria realtà e che intelletto ed emozioni non sono aspetti del funzionamento umano interamente separati, ma interagenti.

Quindi, da dove nasce, e quali sono gli studi che hanno portato alla nascita dell’Educazione razionale-emotiva?

Le origini dell’Educazione razionale-emotiva, sono da ricercare nelle teorie psicologiche di Albert Ellis, che teorizza nella sua opera “Reason and Emotion in Psychotherapy” (1962) la procedura psicoterapeutica Terapia Razionale Emotiva o RET (diventando quindi uno dei maggiori psicologi che più hanno contribuito allo sviluppo degli studi tra emozioni e intelletto).  La sua teoria, sostiene che le nostre reazioni emotive ed il nostro comportamento sono in gran parte condizionati da come percepiamo, interpretiamo e valutiamo ciò che ci accade intorno a noi, ovvero dalla nostra idea della realtà circostante.

Quindi, pensiero, emozioni e comportamento sono ambiti dell’esperienza umana strettamente interagenti e che influenzano i nostri stati emotivi: anche se alcune emozioni sono state scatenate da avvenimenti esterni o da condizioni puramente fisiche dell’individuo, i nostri pensieri possono influenzare la durata e l’intensità di reazioni emotive spiacevoli.

Ma quando si può parlare di educazione-razionale emotiva?

Attorno agli anni 70’, i principi base della teoria di Ellis, vennero applicati anche in ambito educativo, generando l’educazione razionale-emotiva, una metodologia educativa che applica i principi della RET in campo educativo/scolastico. I metodi di Educazione razionale-emotiva, sono stati sperimentati per anni nella Living School di New York, in cui oltre al normale curriculum della scuola, venivano integrate lezioni riguardanti la gestione delle emozioni ed i modi migliori per poter affrontare problemi di natura emozionale. Successivamente, i principi di Ellis furono adottati anche da altre scuole americane dando risultati molto soddisfacenti in campo educativo (Ellis,1962).

15319381_10211535096801457_220779767_nPrecisamente, l’educazione razionale-emotiva è un insieme di tecniche e modalità che si configurano in un percorso educativo-didattico (derivato dalla RET) attraverso il quale il Pedagogista o l’Educatore “cerca di educare la mente del bambino al potenziamento di quell’aspetto dell’intelligenza che è in grado di favorire reazioni emotive equilibrate e funzionali.”

Qual è quindi lo scopo dell’Educazione razionale-emotiva come metodologia pedagogica?

Lo scopo dell’Educazione razionale-emotiva, è quindi, creare un programma/piano che abbia come scopo l’insegnare ai bambini le modalità più costruttive per affrontare la vita e le sue sfide ogni giorno. Il carattere essenzialmente preventivo dei programmi di Educazione razionale-emotiva, hanno lo scopo di accrescere nel bambino competenze emotive in grado di minimizzare il più possibile l’insurrezione di stati d’animo troppo negativi e facilitare invece gli stati d’animo positivi.

Lo Psicologo e Pedagogista Mario Di Pietro, che ha studiato e tradotto le teorie di Ellis nel libro “L’Educazione razionale Emotiva” (1992), sostiene che qualunque sia la modalità in cui viene organizzato un programma di educazione razionale emotiva, esso si articola intorno a tre aree principali:

Consapevolezza delle proprie reazioni emotive e ampliamento delle espressioni verbali adatte a descriverle;
Consapevolezza della relazione esistente tra pensieri e stati d’animo e superamento dei modi di pensare irrazionali;
Apprendimento di un repertorio di convinzioni razionali da utilizzare per affrontare specifiche difficoltà. (M. di Pietro, 1992).

Come afferma Di Pietro, “sarebbe errato considerare l’Educazione razionale-emotiva un processo mirante a modellare le emozioni del bambino secondo schemi imposti dall’adulto. Si tratta piuttosto di un processo di apprendimento che porta all’autoregolazione delle proprie emozioni. Il bambino manterrà la sua emotività, ma anziché esservi totalmente assoggettato, imparerà a dominarla, così da poter massimizzare il proprio benessere psichico anche in circostanze meno favorevoli.” (M. di Pietro,2015).

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In che modo l’Educatore o il Pedagogista possono mettere in pratica l’Educazione razionale-emotiva?

Per mettere in pratica i principi e tecniche di Educazione razionale-emotiva ed applicarle, ad esempio, all’interno del gruppo-classe, è necessario che prima di tutto l’Educatore o il Pedagogista attui un percorso di rieducazione razionale-emotiva su se stesso. Tale processo, comporta le seguenti fasi:

-Riconoscimento delle proprie reazioni emotive errate/inadeguate;
-Riconoscimento delle più comune modalità di pensiero automatico;
-Controllo e modificazione dei propri pensieri irrazionali;
-Sperimentare nuovi modi di pensare razionali (e quindi più adeguati) e di conseguenza nuove reazioni comportamentali ed emotive (M. Di Pietro,2015).

Le metodologie che il Pedagogista può utilizzare per mettere in pratica l’Ed. razionale-emotiva possono essere molteplici: dalle lezioni strutturate, ai laboratori integrativi, etc.: nel libro precedentemente citato, “L’Educazione razionale-emotiva”, Di Pietro illustra alcune attività e metodologie pedagogiche per mettere in pratica l’Educazione razionale- emotiva. Ecco alcuni esempi:

1)Questionario emotivo comportamentale. Si tratta di un questionario a risposta multipla che ha l’obiettivo di valutare la tendenza del bambino a reagire e pensare razionalmente.

                         Es.: “Un bambino che ha eccessi di collera:

  1. a) è un bambino viziato
  2. b) ottiene sempre ciò che vuole
  3. c) ha un comportamento sbagliato.”

2) “Il volto delle emozioni”. Si tratta di una attività che prevede di mostrare ai bambini una serie illustrazioni, tratte da riviste, di personaggi con diverse espressioni facciali. I bambini dovranno dare un nome alle emozioni e agli stati d’animo che vedono raffigurati, rispondendo alla domanda “Come si sentono le persone raffigurate?”

4) “Il mio modo di pensare”. Si tratta di un’attività che ha come scopo imparare a distinguere tra pensieri utili (positivi, razionali) e pensieri dannosi (che provocano rabbia, paura, molta tristezza). Ad ogni bambino viene fornito un elenco di pensieri utili e pensieri dannosi e discuterne insieme sulle emozioni che si provano quando si incappa in un pensiero dannoso.

5) “Posso provarci”. Quest’attività mire ad insegnare al bambino che si può impegnare a fare qualcosa anche se non si è perfettamente sicuri di riuscire a farla bene. L’attività consiste nel preparare un percorso rettilineo di circa 6-7 metri attaccando due strisce parallele di nastro adesivo colorato per delineare il percorso. I bambini, uno alla volta, seguiranno il percorso fino alla fine in fila indiana con un libro posizionato sulla testa e cercheranno di non farlo cadere. Infine, dovranno rispondere alle domande “Chi pensava, prima di tentare, che ce l’avrebbe fatta a seguire il percorso senza errori? Quanto è importante non scoraggiarsi?” (M. di Pietro,1992)

Concludendo, perché è importante l’educazione razionale-emotiva in Pedagogia?

In sintesi, l’Educazione razionale- emotiva è importante dal punto di vista Pedagogico perché insegna al bambino ad esprimere i propri stati emotivi in modo costruttivo e ad autoregolare i propri comportamenti. Concludendo, l’Educazione razionale- emotiva fornisce la conferma (come del resto aveva già considerato Goleman), che è possibile allenare e sviluppare le competenze emotive: attraverso l’Educazione razionale-emotiva il bambino anziché sentirsi assoggettato dalla propria emotività imparerà a dominarla, divenendo sempre più abile a massimizzare i propri stati d’animo positivi e il proprio benessere psico-fisico, anche nei contesti più spiacevoli.

                                                                                                                                                   Ylenia Parma

 

Bibliografia

Di Pietro, M. (2015) La Terapia Razionale Emotiva Comportamentale. Erickson, Trento
Di Pietro, M. (1992) L’Educazione Razionale Emotiva. Erikson,Trento.
Ellis, A. (1962) Reason and Emotion in Psychotherapy. New York: Stuart.

 

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